L-carnitina: da prendere prima o dopo i pasti?

La carnitina è contenuta principalmente nei muscoli, anche in quello cardiaco (miocardio), che svolge fisiologicamente un ruolo di primo ordine nell’ambito del metabolismo energetico della cellula. La sua azione fisiologica principale consiste nel facilitare l’introduzione degli acidi grassi nella matrice mitocondriale e quindi nel rendere disponibili substrati energetici utili per lo svolgimento delle sue funzioni.

La carnitina esiste in diverse forme (esempi ne sono la acetil-L-carnitina e la propionil-L-carnitina).

È importante sottolineare che l’assunzione degli integratori alimentari dovrebbe sempre essere programmata per soddisfare le esigenze individuali, che sono legate alle caratteristiche della persona a cui sono destinati e del motivo per cui vengono presi. Ma, in linea generale, esistono prodotti per i quali l’efficacia è massimizzata se vengono assunti in condizioni particolari, ad esempio prima dei pasti, e quindi a stomaco vuoto, oppure durante o dopo i pasti, ovvero a stomaco pieno. Nei paragrafi che seguono parleremo delle diverse forme di carnitina e di come sarebbe meglio assumere ognuna di esse per ottenerne i massimi benefici.

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Carnitina prima o dopo i pasti: cos’è l’ATP

La carnitina è una sostanza contenuta principalmente nei tessuti muscolari: da qui il nome, che deriva dal latino caro, carnis (carne).

Essa svolge nell’organismo numerose funzioni, le più importanti delle quali sono coinvolte nel metabolismo energetico delle cellule. In sostanza, la carnitina facilita il trasporto di alcune delle fonti principali di energia per l’organismo, gli acidi grassi, all’interno delle centrali energetiche presenti nelle cellule, i mitocondri. È in questi organelli che gli acidi grassi vengono metabolizzati (bruciati, come si dice comunemente), con un processo di combustione che libera energia. (2)

Se questa energia non viene utilizzata subito, il corpo si comporta un po’ come succede nelle centrali vere: accumulandola in sistemi in grado di mantenerla al loro interno per un periodo più o meno lungo di tempo, per poi rilasciarla al momento del bisogno. Questi sistemi sono rappresentati essenzialmente da molecole, in particolare di una sostanza definita con l’acronimo ATP (adenosina trifosfato).

Per le sue caratteristiche, l’ATP è considerato una sorta di moneta, che deve la sua funzione al fatto che nella sua struttura sono presenti legami chimici ad alta energia. Quando viene scambiata questa moneta? L’ATP entra in gioco quando la cellula deve sostenere attività dispendiose a livello energetico. Ad esempio, quando deve fare entrare al suo interno sostanze che richiedono la messa in funzione di trasportatori specializzati, oppure quando è impegnata nella trasmissione di impulsi di tipo particolare (è il caso dei neuroni, che trasportano il segnale nervoso) o quando deve riprodursi per dare luogo a due cellule figlie. Dopo essere stato utilizzato per produrre energia, l’ATP viene ricostituito al fine di renderlo disponibile per nuovi impieghi. (2)

Carnitina: quando assumerla

Grazie alla sua funzione nel mettere a disposizione della cellula il substrato dal quale può ricavare energia, la carnitina rientra a pieno titolo fra le sostanze importanti in tutte le situazioni in cui è richiesto un dispendio energetico. Non solo performance sportive e attività anche professionali che mettono a dura prova la resistenza fisica, ma anche quando c’è bisogno di un supporto a margine di una restrizione alimentare.

Carnitina prima o dopo i pasti: il caso della acetil-L-carnitina

L’acetil-L-carnitina (ALCAR) è prodotta dal legame della L-carnitina con un gruppo acetile, che attribuisce alla molecola proprietà chimiche importanti. Innanzitutto, la rende più solubile in acqua rispetto alla semplice L-carnitina. E, in secondo luogo, aumenta la sua biodisponibilità. Il risultato è che l’acetil-l-carnitina viene assorbita dall’organismo in maniera più veloce ed efficiente.

L’invecchiamento è naturalmente accompagnato da un deficit di acetilcolina, uno dei neurotrasmettitori più importanti per la trasmissione nervosa, sia a livello centrale che periferico. Quando i livelli di acetilcolina si riducono, le funzioni nervose si deteriorano e possono comparire sintomi quali deficit di memoria e di attenzione, difficoltà di concentrazione e confusione mentale.

Fermo restando che ogni tipo di integrazione dovrebbe essere progettata sulla base di specifiche esigenze individuali, per massimizzare l’assorbimento di acetil-L-carnitina da parte del sistema digerente, è opportuno assumere i prodotti che la contengono durante i pasti.

 

(1) R. Fielding et al. l-Carnitine Supplementation in Recovery after Exercise. Nutrients. (2018) https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC5872767/

(2) M. Cirulli et al. The Role of l-Carnitine in Mitochondria, Prevention of Metabolic Inflexibility and Disease Initiation. International Journal of Molecular Sciences. (2022) https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC8910660/

(3) B.O. Schonekess et al. Propionyl l-Carnitine Improvement of Hypertrophied Heart Function Is Accompanied by an Increase in Carbohydrate Oxidation. Circulation research. (1995) https://www.ahajournals.org/doi/full/10.1161/01.RES.77.4.726


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