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Come smaltire l’acido lattico: cosa fare davvero per recuperare più velocemente dopo l’allenamento

Capire come smaltire l’acido lattico è la domanda più frequente che si pone chi pratica sport con regolarità, sia a livello amatoriale sia agonistico. La sensazione di bruciore muscolare durante uno sforzo intenso, la fatica che compare nelle ore successive all’allenamento e i dolori muscolari che possono manifestarsi il giorno dopo vengono spesso attribuiti all’accumulo di questa sostanza. In realtà, negli ultimi anni, la ricerca scientifica ha modificato la comprensione del fenomeno, dimostrando che molte convinzioni diffuse sull’acido lattico non sono corrette.

Comprendere che cos’è l’acido lattico, perché si forma e quali strategie possono realmente favorire il recupero è importante per chi desidera migliorare il proprio benessere fisico, ridurre la sensazione di stanchezza e ottimizzare le performance.

Che cos’è l’acido lattico e perché si forma durante l’attività fisica?

L’acido lattico, o più correttamente lattato, è una sostanza che viene generata in presenza di grandi sforzi fisici. 

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I muscoli, infatti, hanno bisogno di notevoli quantità di energia per contrarsi durante l’attività fisica, energia che solitamente viene fornita utilizzando ossigeno attraverso il metabolismo aerobico. Tuttavia, quando l’intensità dell’esercizio aumenta rapidamente e la richiesta energetica supera la capacità dell’organismo di fornire ossigeno in quantità sufficiente, entra in gioco un sistema alternativo di produzione energetica chiamato glicolisi anaerobica.

Durante questo processo, il glucosio viene trasformato rapidamente in energia, generando come sottoprodotto il lattato, considerato solitamente il responsabile della sensazione di bruciore che si avverte dopo gli sforzi intensi. Questa molecola, in realtà, non rappresenta un rifiuto tossico da eliminare il più velocemente possibile, ma un importante carburante metabolico che può essere riutilizzato da diversi tessuti, inclusi cuore, fegato e muscoli stessi.

Quindi, la formazione di acido lattico dipende dall’improvvisa necessità dell’organismo di fornire energia ai muscoli in misura maggiore a quanta ne viene prodotta solitamente dal metabolismo. 

L’acido lattico provoca davvero i dolori muscolari?

Una delle convinzioni più radicate nel mondo dello sport è che l’acido lattico nei muscoli sia il responsabile dei dolori che si avvertono nelle 24-72 ore successive a un allenamento impegnativo. In realtà, la scienza ha dimostrato che questa teoria è ormai superata.

Il lattato viene, infatti, metabolizzato e riutilizzato dall’organismo in tempi relativamente rapidi. Nella maggior parte dei casi, le sue concentrazioni tornano ai livelli normali entro poche ore dalla fine dell’esercizio. Questo significa che non può essere il responsabile dei fastidi che permangono nei giorni successivi.

Al contrario, i dolori sono riconducibili ai cosiddetti DOMS (Delayed Onset Muscle Soreness), un fenomeno associato a:

  • le microlesioni delle fibre muscolari;
  • ai processi infiammatori che accompagnano l’adattamento all’allenamento.

In pratica, poiché durante uno sforzo particolarmente intenso le fibre muscolari subiscono microscopici danni strutturali, l’organismo attiva una risposta riparativa che porta alla comparsa di dolore, rigidità e temporanea riduzione della forza.

Comprendere questa distinzione modifica completamente l’approccio al recupero. Chi cerca come far passare l’acido lattico spesso sta in realtà cercando una soluzione per alleviare i DOMS (dolori muscolari a insorgenza ritardata). Le strategie realmente efficaci devono, quindi, concentrarsi sul supporto ai processi di recupero muscolare, piuttosto che sull’eliminazione di una sostanza che l’organismo è perfettamente in grado di gestire autonomamente.

Cosa sono i DOMS?

I DOMS sono dolori muscolari a insorgenza ritardata e sono responsabili della sensazione di fastidio che si avverte dopo uno sforzo particolarmente intenso. Di solito, insorgono circa 12 ore dopo l’attività svolta.

I sintomi tipici dei DOMS sono:

 

  • indolenzimento muscolare durante i movimenti, specie quelli di stretching;
  • affaticamento muscolare;
  • dolore alla palpazione.

 

In quanto fenomeno fisiologico, le conseguenze legate alle microlesioni sopravvenute a causa dell’attività fisica sono destinate a risolversi naturalmente nell’arco di pochi giorni.

Quanto dura l’acido lattico nell’organismo?

Solitamente, i livelli di lattato nel sangue raggiungono il loro picco entro pochi minuti. In seguito, l’organismo inizia immediatamente a riutilizzarlo come fonte energetica, oppure a trasformarlo nuovamente in glucosio attraverso un processo noto come ciclo di Cori.

Nella maggior parte delle persone, quindi, la presenza di lattato in eccesso si risolve entro 30-60 minuti. In condizioni di recupero attivo, come una camminata leggera o una pedalata a bassa intensità, questo processo può risultare ancora più rapido.

Come smaltire l’acido lattico?

In presenza di dolore post sforzo, molte persone sono portate a cercare rimedi esterni miracolosi per capire come eliminare l’acido lattico in poche ore, spesso senza valutare l’affidabilità scientifica della soluzione proposta. La realtà è che il nostro organismo possiede già meccanismi estremamente efficienti per gestire il lattato. Esistono, però, alcune strategie che possono favorire la ripresa, tra cui:

  • il recupero attivo;
  • l’idratazione;
  • l’alimentazione;
  • il riposo.

Ciascuna di queste tecniche, specie se in combo con le altre, può velocizzare il processo di ripresa in modo notevole e aiutare ad alleviare i sintomi dell’accumulo di lattato in tempi più brevi.

Il ruolo del recupero attivo

Il recupero attivo consiste nello svolgimento di esercizi fisici a bassa intensità dopo un allenamento o dopo uno sforzo fisico importante. L’obiettivo è mantenere il corpo in movimento per:

  • migliorare la circolazione sanguigna;
  • accelerare lo smaltimento di scorie metaboliche;
  • favorire il riutilizzo del lattato da parte dell’organismo.

Una camminata, una corsa molto leggera o alcuni minuti di cyclette rappresentano, spesso, una soluzione preferibile al riposo, quando si tratta di recuperare il benessere muscolare.

La funzione dell’idratazione

L’idratazione svolge un ruolo estremamente importante per un organismo sottoposto a sforzo intenso. Essa, infatti, contribuisce a:

  • accelerare lo smaltimento del lattato e al suo reimpiego per altre funzioni;
  • prevenire i crampi muscolari (anche notturni);
  • contrastare la rigidità e l’affaticamento.

Il modo migliore per sfruttarne i benefici è mantenerla costante prima, durante e dopo l’allenamento. Spesso, infatti, è proprio la disidratazione che può amplificare la sensazione di fatica e rallentare il recupero.

Il contributo dell’alimentazione nel post allenamento

L’alimentazione è la principale fonte di sostentamento per il nostro organismo e, in particolare, per i muscoli. Dopo uno sforzo importante, il corpo necessita di nutrienti per ricostituire le riserve energetiche e favorire la riparazione muscolare.

In particolare, si consiglia di:

  • consumare un pasto a base di proteine e carboidrati, entrambi fondamentali per velocizzare l’approvvigionamento dei muscoli e la loro riparazione;
  • evitare i pasti a base di sole proteine o di soli grassi.

L’errore da evitare, su cui la scienza è unanimemente concorde, è ricorrere al digiuno. La mancanza di nutrienti rischia, infatti, di favorire il fenomeno del catabolismo muscolare, ovvero la degradazione delle fibre muscolari che può portare a perdita di massa e di forza, e a forte sensazione di spossatezza. 

L’importanza di sonno e riposo

Dormire a sufficienza rappresenta uno degli strumenti più efficaci per migliorare la performance e velocizzare i tempi di recupero. Questo dipende dal fatto che, durante le ore di sonno, si avviano processi fisiologici essenziali per la riparazione e la crescita delle fibre muscolari.

L’ideale è dormire almeno 8 ore a notte in un luogo silenzioso, che favorisce la fase REM, e andare a letto sempre alla stessa ora. Questa routine aiuta il corpo a regolare il ritmo circadiano, agevolando la riduzione e lo smaltimento dello stress fisico e mentale accumulati durante la giornata. 

Come far passare i DOMS alle gambe?

In presenza di sessioni di allenamento intensive che coinvolgono tutto il corpo e gli arti inferiori in particolare, la principale conseguenza è sperimentare una sensazione di pesantezza e rigidità accompagnata da dolore o fastidio. Questa situazione è spesso il risultato di una combinazione di:

  • affaticamento neuromuscolare;
  • microtraumi muscolari;
  • processi infiammatori fisiologici.

In questi casi, restare completamente inattivi può aumentare la percezione di rigidità muscolare. Al contrario, una passeggiata, esercizi di mobilità articolare o attività aerobiche molto leggere possono favorire il recupero.

Anche tecniche come stretching dinamico, foam rolling e massaggio sportivo possono contribuire a migliorare il comfort muscolare e la percezione di recupero, pur non avendo un effetto diretto sull’eliminazione del lattato.

Cosa prendere per l’acido lattico e per favorire il recupero muscolare

Chi pratica sport regolarmente si chiede spesso se esistono integratori alimentari capaci di mitigare la sensazione di indolenzimento e favorire la ripresa. È importante chiarire che non esistono prodotti in grado di eliminare o ridurre magicamente la presenza del lattato in eccesso, ma esistono nutrienti che possono supportare il metabolismo energetico e la funzione muscolare.

Tra le sostanze che possono aiutare a raggiungere questo risultato, troviamo:

  • il magnesio, che contribuisce alla normale funzione muscolare e al metabolismo energetico;
  • il potassio, che è un minerale chiave nella trasmissione degli impulsi nervosi e nella contrazione muscolare;
  • le vitamine del gruppo B, che partecipano ai processi che consentono all’organismo di trasformare i nutrienti in energia.

In alcune situazioni, tra gli altri sintomi, si possono manifestare crampi muscolari: potassio e magnesio possono essere utili integratori che favoriscono il metabolismo energetico, sempre all’interno di uno stile di vita equilibrato e di una corretta programmazione dell’allenamento.

 

FONTI

American College of Sports Medicine (ACSM) – ACSM’s Resources for the Exercise Physiologist

MSD Manuals – Exercise and Physical Fitness

National Institutes of Health (NIH) – Lactate metabolism during exercise

Harvard University – Muscle Recovery and Exercise Adaptation

Frontiers in Physiology – Exercise Modality Influences Lactate Production and RPE

 

FAQ

Cos’è l’acido lattico e come si forma?
L’acido lattico, o più correttamente lattato, si forma durante attività fisiche intense, quando i muscoli producono energia in tempi molto brevi attraverso la glicolisi anaerobica.

Come smaltire l’acido lattico velocemente?
Il recupero attivo, l’idratazione e il movimento leggero favoriscono il naturale utilizzo del lattato da parte dell’organismo, che normalmente viene metabolizzato entro poche ore. Anche il ricorso ad appositi integratori può supportare il normale metabolismo energetico del corpo.

Quanto dura il dolore da acido lattico?
Il lattato viene eliminato rapidamente. I dolori che compaiono dopo 24-48 ore sono generalmente dovuti ai DOMS e non alla presenza di acido lattico.

Cosa fare per eliminare l’acido lattico?
Camminare, mantenersi idratati, seguire una corretta alimentazione e favorire il recupero muscolare sono le strategie più efficaci.

 


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